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Amministrative 2014

Dati Provvisori suscettibili di modifica. I dati hanno puramente titolo informativo
CIRCOLARE N. 12 /2013
OGGETTO: Legge regionale 10 aprile 2013, n. 8 (G.U.R.S. del 12 aprile 2013 n. 18) – Modifiche di norme in materia di rappresentanza e doppia preferenza di genere per la composizione delle liste per l’elezione dei Consigli comunali e circoscrizionali.


La presente circolare è stata redatta con l’obiettivo di fornire indicazioni sulle nuove disposizioni introdotte dalla legge regionale n. 8 del 10 aprile 2013, la quale modifica ed integra la legge regionale n. 35 del 15 settembre 1997 ed il decreto del Presidente della Regione n. 3 del 20 agosto 1960.

...................

Articolo 1, comma 1, lettere b), c) e d) della legge regionale n. 8/2013
Le lettere b), c) e d) dell’articolo 1 della legge regionale n. 8/2013, introducendo una specifica disposizione rispettivamente nell’articolo 2 (per i comuni con popolazione sino a 10.000 abitanti), nell’articolo 2/ter (per i comuni con popolazione compresa tra 10.000 e 15.000 abitanti) e nell’articolo 4 (per i comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti) della legge regionale n. 35/1997, consentono agli elettori di esprimere una preferenza per ciascun genere.
A titolo esemplificativo si riporta solo la lettera b) dell’articolo 1 della legge regionale n. 8/2013, che aggiunge all’articolo 2 della legge regionale n. 35/1997 il seguente comma 3/bis:

«Il voto alla lista è espresso, ai sensi del comma 3, tracciando un segno sul contrassegno della lista prescelta. Ciascun elettore può esprimere inoltre sino ad un massimo di due voti di preferenza per candidati della lista da lui votata, scrivendone il nome ed il cognome o solo quest’ultimo sulle apposite righe poste a fianco del contrassegno. Nel caso di espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato di genere maschile e l’altra un candidato di genere femminile della stessa lista, pena la nullità della seconda preferenza.»

Si osservi che il testo delle lettere c) e d) dello stesso articolo 1 corrisponde sostanzialmente a quanto sopra riportato, cambiando solo il riferimento all’articolo della legge regionale n. 35/1997 corrispondente alla fascia di popolazione. Con tali innovazioni legislative viene ulteriormente affermato il principio dell’equilibrio di genere, che si realizza attraverso le disposizioni che prevedono la possibilità per l’elettore di esprimere una doppia preferenza, purché per candidati di genere diverso tra loro, appartenenti alla stessa lista.

E’ opportuno sottolineare come con tali norme, nel caso in cui le due preferenze si riferiscano entrambe a candidati dello stesso sesso, viene sancito l’annullamento soltanto della seconda preferenza espressa dall’elettore.

In definitiva, l’espressione delle due preferenze è sottoposta a due prescrizioni:

· i candidati votati al consiglio comunale o circoscrizionale devono appartenere alla stessa lista;
· i candidati al consiglio comunale o circoscrizionale votati devono appartenere ad un genere diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza;

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Per la candidatura alla carica di sindaco, il simbolo della lista cui i candidati al consiglio comunale appartengono è a fianco del rettangolo del candidato sindaco al quale la lista stessa risulta collegata. Nessuna modifica è apportata dalla legge in oggetto alle modalità di espressione del voto al candidato sindaco. E’ opportuno ricordare, nella presente circolare, che la legge regionale n. 6 del 5 aprile 2011 ha abolito il così detto “effetto trascinamento”; infatti, il voto espresso per un candidato sindaco non si estende alla lista collegata, ed il voto espresso per una lista non si estende al candidato sindaco collegato.

CIRCOLARE N. 12 /2013 2^ parte
MODIFICHE ALL’ARTICOLO 38 DEL “TESTO UNICO DELLE LEGGI PER L’ELEZIONE DEI CONSIGLI COMUNALI NELLA REGIONE SICILIANA” RECANTE “DISPOSIZIONI PER LA VOTAZIONE NEI COMUNI DELLA REGIONE SICILIANA”

Articolo 1, comma 3, lettera a), della legge regionale n.8/2013 Con la norma sopra citata il comma 3 dell’articolo 38 del “Testo unico delle leggi per l’elezione dei consigli comunali nella Regione siciliana”, approvato con decreto del Presidente della Regione n. 3/1960 e successive modifiche ed integrazioni, è sostituito dal seguente:

«3. L’elettore può manifestare sino ad un massimo di due preferenze esclusivamente per i candidati della lista da lui votata. Nel caso di espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato di genere maschile e l’altra un candidato di genere femminile della stessa lista, pena la nullità della seconda preferenza.»


E’ utile rammentare che il concetto di “genere” nella formazione delle liste dei candidati ai consigli comunali, è stato introdotto dall’articolo 3 della legge regionale n. 6/2011.

Si ricorda, altresì, che il testo originario del suddetto comma 3 dell’articolo 38 del Testo unico delle leggi per l’elezione dei consigli comunali, prevedeva, prima dell’introduzione della legge regionale n. 8/2013 che “l’elettore può manifestare un’unica preferenza esclusivamente per i candidati della lista da lui votata”. Quindi, la nuova formulazione del comma 3, ribadisce ulteriormente che le preferenze possono essere sino ad un massimo di due, appartenenti esclusivamente alla stessa lista e sempre di genere diverso, pena la nullità della seconda preferenza.

Articolo 1, comma 3, lettera b), della legge regionale n.8/2013 Con la disposizione sopra richiamata è soppresso il comma 4 dell’articolo 38 del Testo unico che nella formulazione originaria indicava espressamente che non poteva essere data, in nessun caso, più di una preferenza. Con l’introduzione della legge regionale n. 8/2013 le preferenze, come già più volte ribadito, possono essere espresse sino ad un massimo di due.

Articolo 1, comma 3, lettera c) della legge regionale n.8/2013 Con tale disposizione la legge regionale n. 8/2013 così sostituisce il comma 8 del Testo unico delle leggi per l’elezione dei consigli comunali nella Regione siciliana:

«8. Qualora vengano espressi più di due voti di preferenza per candidati di una medesima lista, si intende votata la sola lista, ferme restando le altre cause di nullità dei voti previste dalla legge.»

Pertanto, con riferimento alla facoltà concessa all’elettore di esprimere sino ad un massimo di due preferenze, la nuova legge precisa che, qualora le preferenze espresse per i candidati della stessa lista, anche se di genere diverso, siano più di due, vengono ritenuti nulli i voti ai candidati, mentre si convalidano i voti per la sola lista.

Si ritiene utile evidenziare, inoltre, che alla luce di quanto previsto dalle leggi vigenti resta, ovviamente, salva la facoltà per l’elettore di esprimere una sola preferenza. Infine, si rappresenta che le disposizioni contenute nella presente circolare si applicano anche alle liste presentate per le candidature a consiglieri delle circoscrizioni comunali.

Varie modalità di voto
MODALITÀ DI ESPRESSIONE DEL VOTO PER L'ELEZIONE DIRETTA DEL SINDACO E DEL CONSIGLIO COMUNALE

Ogni scheda elettorale reca i nomi ed i cognomi dei candidati alla carica di sindaco, al cui fianco è/sono riportato/i il/i contrassegno/i della/e lista/e cui/ai quali il candidato è collegato.

Si illustra di seguito una guida semplice per una corretta espressione del voto.

Si può votare un candidato alla carica di sindaco, una lista a lui collegata ed un candidato consigliere tracciando un segno sul rettangolo contenente il nome e cognome, prestampato, del candidato Sindaco un segno sul contrassegno della lista allo stesso collegata e scrivendo il cognome del candidato consigliere.


       

In questo caso il voto è valido per il candidato sindaco, per la lista allo stesso collegata e per i candidati al consiglio.
Le  stesse  preferenze  dell’esempio  appena  descritto  possono  essere  espresse  anche  nel seguente modo:
           


 

Si può votare un candidato alla carica di sindaco ed una lista a lui collegata.
           
      
In questo caso il voto è valido per il candidato sindaco e per la lista allo stesso collegata.


Si può votare un candidato alla carica di sindaco, una lista a lui non collegata ed un candidato
consigliere tracciando un segno sul rettangolo contenente il nome e cognome, prestampato, del candidato Sindaco, un segno sul contrassegno della lista allo stesso non collegata e scrivendo il cognome del candidato consigliere.
           


In questo caso il voto è valido per il candidato sindaco, per la lista, non collegata al candidato sindaco, e per la/il candidata/o consigliere.

Si può votare un candidato alla carica di sindaco ed una lista a lui non collegata tracciando un segno sul rettangolo contenente il nome e cognome, prestampato, del candidato Sindaco, un segno sul contrassegno della lista. 


           
In questo caso il voto è valido per il candidato sindaco e per la lista.

 
Si può esprimere un solo voto di preferenza per il consiglio, scrivendo nell’apposita riga, tracciata a fianco del contrassegno della lista prescelta, il cognome del candidato consigliere. In caso di due candidati consiglieri con lo stesso cognome occorre aggiungere, al cognome, anche il nome.
           
 
In questo caso la preferenza espressa non si estende al candidato alla carica di sindaco, ma è valida solo per la lista ed il/la candidato/a consigliere.


Il solo segno sul contrassegno della lista non estende il voto al candidato sindaco collegato.



In questo caso il voto è valido solo per la lista contrassegnata senza che si estenda al candidato sindaco.

Si può votare un candidato alla carica di sindaco senza esprimere nessun’altra preferenza.

         
In questo caso il voto è valido solo per il candidato sindaco senza che il voto si estenda alla lista ad esso collegata.

Nei comuni con popolazione legale tra 10.000 e 15.000 abitanti,

Le espressioni del voto sono equivalenti. Gli esempi riprodotti in precedenza, possono essere riportati per questi comuni poiché l’unica differenza è che il candidato sindaco può essere collegato con una o più liste. Si ripropone un solo esempio solo per visualizzare un modello di scheda con il candidato sindaco collegato a più liste.
           

           
 
DOPPIA PREFERENZA DI GENERE


Si può votare un candidato alla carica di sindaco ed una lista a lui non collegata tracciando un segno sul rettangolo contenente il nome e cognome prestampato, del candidato Sindaco, un segno sul contrassegno della lista e, nelle corrispondenti righe, scrivere il cognome dei candidati al consiglio. I candidati al consiglio votati devono necessariamente appartenere uno al genere femminile ed uno al genere maschile.


           
In questo caso il voto è valido per il candidato sindaco, per la lista, non collegata al candidato sindaco, e per i candidati al consiglio.
 
Si può votare un candidato alla carica di sindaco ed una lista a lui collegata tracciando un segno sul rettangolo contenente il nome e cognome prestampato, del candidato Sindaco, un segno sul contrassegno della lista e, nelle corrispondenti righe, scrivere il cognome dei candidati al consiglio. I candidati al consiglio votati devono necessariamente appartenere uno al genere femminile ed uno al genere maschile.
           


In questo caso il voto è valido per il candidato sindaco, per la lista allo stesso collegata e per i candidati al consiglio.


Caso in cui le preferenze per i candidati al consiglio appartengono allo stesso genere


           
In questo caso il voto è valido per il candidato sindaco, per la lista allo stesso collegata e per il candidato votato (Luca Tizio) nel rigo contraddistinto nella scheda elettorale dal numero 1 poiché l’art. 1 legge regionale n° 8 del 10 aprile 2013 tra l’altro dispone “pena la nullità della seconda preferenza”.

Caso in cui le preferenze per i candidati al consiglio sono più di due
           

           
In questo caso il voto è valido per il candidato sindaco e per la lista ed è nullo per i candidati votati poiché il comma 3 dell’art. 1 legge regionale n° 8 del 10 aprile 2013 tra l’altro dispone “Qualora vengano espressi più di due voti di preferenza per i candidati di una medesima lista, si intende votata la sola lista,……”.
 


Casi particolari di espressione del voto
           

Tizio è candidato/a a consigliere della lista contrassegnata dall’elettore. In questo caso il voto è valido per la lista e per il candidato/a consigliere. Il voto è nullo per il candidato alla carica di sindaco poiché l’elettore non si è espresso in modo univoco. (art. 49, primo comma del T.U. Reg. n° 3/60)




In questo caso il voto di lista è valido, non vi è nessuna espressione di voto per il candidato sindaco, è nullo il voto di preferenza. (art. 2bis comma 3 ed art. 3 comma 3 l. r. 35/97, art. 38 comma 7 del T.U. D.P.Reg. 3/60)
 


           
In questo caso, non vi è nessuna espressione di voto per il candidato sindaco né per la lista ed è nullo il voto di preferenza non essendo attribuibile a nessun candidato consigliere. (art. 2bis comma 3 ed art. 3 comma 3 l. r. 35/97, art. 38 comma 5 e7, ed art. 49 primo comma del T.U. D.P.Reg. 3/60)




           
In questo caso non vi è espressione di voto  per il candidato  sindaco, né espressione di
preferenza per un candidato al consiglio. E’ altresì nullo il voto di lista considerato che manca una palese ed univoca volontà dell’elettore. La scheda è nulla (art. 44 comma 1 del T.U. D.P.Reg. 3/60)


           
In questo caso non vi è espressione di voto per il candidato sindaco; l’espressione di voto per il candidato al consiglio Tizio è valida se egli appartiene alla lista identificata con il contrassegno posto a fianco, è nullo se appartiene ad una lista diversa considerato che non ci sarebbe univocità nella manifestazione di volontà. E’ altresì nullo il voto di lista dell’altra lista contrassegnata. (art. 38 penultimo comma del T.U. D.P.Reg. 3/60; art. 6 comma 1 del D.P.R. 132/93; art. 44 comma 1 del
T.U. D.P.Reg. 3/60)

  
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