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UNDICESIMO CONCORSO DI POESIA DIALETTALE “CARMUNU CARUSU”

UNDICESIMO CONCORSO DI POESIA DIALETTALE “CARMUNU CARUSU”

11 conc poesiaOrganizzato dalla Pro Loco della presidente Maria Grazia Accordino, col patrocino del Comune, allo scopo di salvaguardare lo specifico culturale del proprio territorio, costituito in questo caso dal linguaggio dialettale ereditato dal passato della comunità, anche quest’anno si è svolta, domenica 27 novembre, la serata finale del Concorso di poesia dialettale, giunto all’undicesima edizione, intitolato al sommo poeta locale “Carmunu Carusu” (1840-1914), pueta di la Motta e forsi ‘ntisu”, la cui opera di autore analfabeta, definita dall’indimenticabile prof. Nino Puglisi, per decenni bibliotecario comunale, come il buon pane del forno a pietra, è stata pazientemente raccolta per trasmissione orale di tanti anziani che l’avevano conservata nella memoria e nel cuore proprio a cura do prufissuri Pugghisi nel volume cimelio di molte famiglie mottesi.
Tra le note  dell’undicesimo “trionfo” della poesia, il fatto che il consueto e prezioso coinvolgimento della locale comunità scolastica si è svolto in una giornata separata, appositamente dedicata agli studenti dell’Istituto comprensivo “G. D’Annunzio”, guidati con mano sicura dal prof. Simone Caruso alla scoperta di Carmunu Carusu, e il record di partecipanti, ben 77 poeti, residenti in varie località della Provincia, dell’isola e del Paese, e in numero crescente nello stesso paese do zu Carmunu, il che costituisce un buon viatico per il futuro di un concorso ormai affermato nel panorama siciliano. “Tanta partecipazione di poeti- commenta la presidente Maria Grazia Accordino, anche a nome di soci e volontari della Pro Loco –ci riempie di gioia e ci ripaga dei sacrifici che ogni anno facciamo per assicurare la continuità del Concorso”. A garantire il sostegno dell’amministrazione comunale, a cominciare dal ripristino della foto sulla tomba do zu Carmunu, il primo cittadino Angelo Giuffrida, in compagnia del presidente del Consiglio comunale Anastasio Carrà e dell’assessore alla Cultura Vito Caruso.
La giuria composta dalla presidente prof.ssa Antonella Dolei, dall’ex dirigente scolastico  Simone Caruso (grande estimatore do zu Carmunu, ed in possesso di vario materiale inedito sul poeta mottese, ed in particolare di un’opera chiamata U Ucceri, prossima alla pubblicazione), dal prof. Santo Privitera, presidente dell’associazione culturale “Vincenzo Paternò Tedeschi” di Catania, dalla prof.ssa Maria Sambataro, e dai poeti Nino Tomasello, Sebastiano Di Stefano e Pippo Consoli, quest’ultimo mottese dalla rima facile ed espressiva, ha incoronato quest’anno questa triade: al primo posto Gaetano Petralia (Catania) con “L’amicu mindicanti” (Nell’abbraccio del poeta, rivolto a un vecchio mendicante, amico d’infanzia ritrovato, c’è un inno alla fratellanza umana), al secondo Alfio Naso (Belpasso) con “Lampidusa” (L’isola diventa un essere vivente che soffre per i migranti assetati e affamati di libertà) e al terzo Angelo Vecchio (Acireale) con “Sentu na vuci” (Una voce interiore rasserena il poeta e gli fa superare con la poesia le angosce quotidiane).
Nella Sezione “Segnalati”, la Giuria ha invece inserito Giuseppe Gerbino (Scuru), Saverio Malgioglio (Vicchiania), Giuseppe Tomasello (Vermi lucenti), Nino Sava  (Siciliani, italiani di periferia), Isaia Costanza (Lu vastuni di me patri), Giuseppe Vultaggio (Cunferma d’amuri) e Luciano Gullotto (La stazioni di campagna).  Segnalazione di merito, sul campo, per la rima vivace e incisiva del giovanissimo mottese Gabriele Musumeci, autore della poesia “A Carmunu Carusu”, e apprezzamento per la poesia della Signora Cristina Drechsel dedicata alla mamma.
Come nelle scorse edizioni, la cerimonia conclusiva del Concorso è stata preceduta dalla deposizione di una corona d’alloro davanti al busto bronzeo (opera dello scultore mottese Benedetto Scalirò, morto a quasi 95 anni il 7 febbraio 2010) del grande poeta locale nel viale a lui intitolato e dalla recita di poesie inedite dedicate o zu Carmunu dai poeti Alfio Naso, Nino Tomasello e Pippo Consoli. Particolarmente gradita domenica la  presenza della vedova dello scultore Benedetto Scalirò, Signora Teresa Piemonte, e della nipote, Signora Adriana Cosentino.
A seguire, nella superba cornice della sala a piano terra del castello normanno, la  presentazione (vita, opere, poetica) do zu Carmunu a cura del prof. Simone Caruso, che è anche l’autore delle motivazioni dei premi ai vincitori del Concorso, motivazioni che per la loro raffinatezza sono divenute un valore aggiunto della manifestazione, ambite dai poeti quasi più delle coppe che portano a casa. La serata ha poi offerto una vera e propria sagra della poesia dialettale, dalle rime dei tre premiati, omaggiati con la coppa, a quelle dei segnalati, destinatari delle targhe, a quelle di molti partecipanti, gratificati dall’attestato e soprattutto dalla possibilità di recitare il proprio componimento. Molto toccante, infine , quello dedicato dal poeta Nino Tomasello al defunto collega Giovanni Torrisi, membro della giuria del Concorso sino alla prematura scomparsa.

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